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Ficstrip: un disco di antico rock alternativo

Energia che sentiamo di dover arginare ma che in fondo sa come placarsi da se. E resta fluttuante dentro orchestrazioni, dentro riff ricchi di glamour, dentro un sapore bizzarro, circense ma anche molto americano. Eppure in solo 5 brani si rischia di girare più continenti. Parliamo dell’esordio che ho definito “antico” perché c’è tanto passato dentro. Sono i Ficstrip e questo lavoro si intitola “Hopes and Shadows”, ambiguità di vita dentro le ombre e i sogni, dentro le speranze e crude verità del giorno quotidiano. Un collettivo di 6 persone che sfogano con attenzione l’istinto di scritture rock alternative e urbane anche molto proiettate dentro un glam internazionale che però mai abbandona l’istinto del “fu punk”. Almeno questo sembra… prima di arrivare alla fine. Si parte dalla prima “Fallin’ Down” dove sono sfacciate le tracce di pop internazionale di quelle ballad radiofoniche on the road. Tutto naviga in quella direzione, i sostenuti di chitarre ma anche questa voce dai riverberi lunghi e dall’impasto molto tedioso. Eh si amici, le chitarre sono inglesi… almeno questo mi sembra.

“The fugitive” poi ha qualcosa dei Beatles (ma chi non ne ha in fondo)… quella leggerezza, quel disincanto, quel suono antico che ci riporta agli anni ’60. “Massive Icefall”, quel che sarà il prossimo singolo, deriva da percussioni tribali (o almeno ne fanno il verso) e forse, qui più che in altri momenti, arriva il sapore sudista del suono rock, lasciando all’inciso una rottura melodica che sembra richiamare quella “Psycho Killer” famosa…
“D.I.D.” è decisamente una ballad che per gran parte del suo sviluppo resta ferma e si fa bella di voci corali lontanissime, e si fa bella anche di sospensioni apocalittiche e forse qui il sostenuto dei tom di batteria avrebbe fatto meglio a lasciare spazio… quello spazio che poi il post punk dell’ultima parte si prende con merito.
E a proposito di post punk che sembrava lotano? Eccolo sbarazzino e puntuale nella chiusa: “Sweet Shiny Soul”, suono di college americani, facilità d’uso e di previsioni con un aspetto vocale che resta sempre coerente per tutto il disco anche se qui, restando ancorati al genere, ci saremmo attesi altro.
“Hopes and Shadows” è una prima prova densa di carattere ma forse ancora nuda di quella soluzione vincente e forte per la memoria di questo tempo veloce che viviamo. Chi e cosa sono i Ficstrip lo scopriremo vivendoci addosso il loro suono e sarà anche facile capire che in fondo non ha geografia e tempo questo disco. Inglese quanto americano ma davvero poco italiano… sempre che la pronuncia sia di livello, ma questo io non riesco a capirlo.

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