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Luciano Macchia Crooner: il futuro guardandosi indietro

La genesi è assai interessante: un vecchia tastiera, di una tecnologia antica di 30 anni… e oggi 30 anni sono come ere geologiche in seno all’elettronica. E poi tutto questo rovistando una notte di una casa di famiglia, in quella terra di Basilicata verso cui si torna, magari per un’estate che va in una direzione assai sghemba. Luciano Macchia anche Crooner per quel modo che ha di pensare alla forma del cantato, trombonista di lunghissimo corso, restituisce voce a quella tastiera e mette in piedi l’ossatura di un disco che titola – appunto – “L’estate che va” in uscita questo venerdì 24 Settembre su tutti i canali digitali. Lo abbiamo ascoltato in anteprima e dunque ci è venuta voglia di indagare oltre la sua buccia per dare un filo logico a questo Ska di origini classiche, a questo pop d’autore forte di una narrazione metropolitana e anche (e soprattutto) di un candido sollievo che arriva dalle visioni “contadine” che si ha della vita. Un disco sociale anche… perché no… e tra inediti cantati e tinte strumentali, questo disco si fa viscoso alla pelle perché cerca se stesso prima di incontrare gli altri. E chissà quali derive sarà capace di regalarci. Staremo a sentire…

 

La Basilicata. Terra di confine, terra di nessuno, ma anche terra di grandissimo e romantico storytelling, di ritorni e di passaggi… per te cosa rappresenta?
Bhe… direi terra di “mezzo”… La Basilicata per me rappresenta il mio primo ventennio di vita, la scuola, il conservatorio, le bande di paese, i matrimoni “ fatti” da fisarmonicista, ma sopratutto la mia famiglia natia.

Che poi questo disco sarebbe nato altrove secondo te?
Assolutamente no, è stato interamente composto nell’estate del 2020 nella casa dove sono cresciuto, o meglio in contrada Macchia (Filiano)

Eppure il suono che ha, se non fosse per quell’aria arsa di estati silenziose, sembra somigliare poco alla terra che lo ha ispirato… sbaglio?
Bhe il suono sicuramente penso rispecchi sopratutto la strada percorsa da un musicista, quindi c’è anche Milano, la musica classica, i dischi e le tournée …. Insomma ho cercato di mettere il meglio che sentivo di usare, ho mescolato e agitato… et voilà, L’estate che va!

La provincia per Luciano Macchia… oggi più che mai sembra tornare di grandissima attualità. Come nella title track di questo disco: secondo te torneremo tutti al nostro piccolo grande paese di origine?
Per far si che cio’ accada penso che ci voglia una rivoluzione sostanziale della società, staccare l’individuo dalla “calamita” economica mi sembra ormai impossibile… pero’ chissà, magari un giorno potrebbe accadere!

E la voce di questo disco. Essere un crooner in fondo significa ben altro che in certo modo di cantare vero?
Il significato deriva dal verbo inglese to croon ( può essere tradotto, cantare a voce bassa). Non ho mai avuto qualità canore significative, ma dovevo trovare qualcuno che cantasse le mie canzoni… alla fine ci ho pensato io, e quindi ho accesso il microfono, alzato per bene il volume ed ho iniziato con una nuova veste nel 2017.

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