Follow Us

Il ritmo dell’altalena

Tra chitarra acustica, basso pulsante e immagini leggere come gatti e altalene, ‘Baby, tu resti’ costruisce un piccolo mondo musicale pieno di movimento. In questa conversazione i Tepura raccontano come il ritmo del brano sia diventato il cuore emotivo della canzone.

 

Il vostro brano parla di un dialogo con il Bambino Interiore. C’è stato un momento nella vostra vita in cui avete sentito davvero il bisogno di tornare a quella parte di voi?

Un saluto ai lettori di Blog Music, è un piacere condividere con voi la mostra musica e i nostri messaggi. Per rispondere a questa domanda crediamo sia fondamentale raccontarvi come nasce “Baby, tu resti”. Il testo di questa canzone è stato scritto dalla vocal coach e insegnante di canto bolognese Susanna Rossi, nostra stretta collaboratrice nonché amica. Un giorno, dopo un bel pranzo ed una mattinata di prove, Susy guardava una sua vecchia foto da bambina. Si è chiesta: cosa vorrei dire a questa bambina e la risposta è stata illuminante: “Baby, tu resti”. Nasce così l’esigenza del dialogo col nostro Bambino Interiore, in un istante di consapevolezza e nel momento esatto in cui ci rendiamo conto che è vitale nutrirlo ed amarlo. Ed il nostro momento crediamo sia arrivato proprio grazie a questo brano.

La canzone trasmette una sensazione di libertà molto fisica, quasi come dondolarsi davvero su un’altalena. Quanto è stato importante il ritmo per creare questa immagine sonora?

Che bello vedere che lo avete percepito, quella sensazione d’altalena è stato proprio ciò che volevamo trasmettere. Il ritmo è fondamentale per creare questa immagine e varia, durante il brano, al fine di accompagnare il messaggio. Quando abbiamo immaginato cosa potesse identificare la libertà di essere Bambini Felici il nostro cuore e i nostri ricordi sono tornati proprio a quei momenti in altalena, in cui si poteva cantare liberi. Non mancano nel brano i momenti più concitati, come quelli delle strofe, perché le menzogne del mondo adulto producono i loro effetti, ma alla fine, grazie al bellissimo intervento delle bimbe del coro IC 17 Gandino-Guidi di bologna (Coordinato da Fondazione Musicaper e da Susanna) il Bambino Interiore si libererà e troverà la gioia che è sua di Diritto.

In alcuni passaggi il pezzo sembra quasi una piccola scena teatrale. Andrea, la tua esperienza nella recitazione ha influenzato il modo di interpretare il brano?

Grazie per aver notato anche questo, per poter cantare questo brano sono dovuto io per primo tornare in altalena, come se stessi interpretando un vero bimbo. Le esperienze teatrali passate, ma soprattutto il supporto di Susanna, anche lei attrice e insegnante di lettura espressiva, mi hanno dato molto supporto.  Anche la scelta delle timbriche leggermente twengate, le code corte e serrate nelle strofe e ampie nei ritornelli vogliono proprio “interpretare” le sensazioni di un bimbo alle prese con l’invasione adulta e la libertà che può scoprire dentro di sé. Per me è fondamentale unire queste competenze nel canto, perché mi da libertà e possibilità di espressione molto interessanti.

Se doveste descrivere con una sola immagine il mondo musicale dei Tepura, quale scena raccontereste?

Semplice: Rosso Vivo. Un bellissimo colore rosso, come quello dei cieli al tramonto dopo un temporale. Non a caso è il nome del nostro album di debutto che vi invitiamo ad ascoltare! Lo potete trovare su tutti gli store digitali, sul nostro sito http://linktr.ee/tepura.music o sui nostri social network (che vi invitiamo a seguire per rimanere sempre aggiornati)

Grazie mille dell’ospitalità e a presto

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *