Breve, diretto, senza fronzoli. “Tra cielo e terra” di Marco Forti è un brano che non vuole spiegarsi troppo, vuole essere ascoltato. Abbiamo incontrato Marco e gli abbiamo fatto le domande che ci sembravano più urgenti.

Tuo fratello Simone suona la batteria in questo brano e nell’intero album. Come cambia il modo di lavorare in studio quando c’è anche un legame familiare in mezzo alla musica?
Ciao a tutti e grazie a Blog Music per questa intervista e per lo spazio dedicatomi. Esattamente, mio fratello è il batterista e non solo di questo progetto discografico, in generale della mia band, che mi segue ormai da un po’ e che sposa a pieno la mia arte e tutte le mie iniziative e colgo l’occasione di salutarli e ringraziarli, velocemente: Leonardo Di Marzio alle tastiere (e, parlando di legami, nostro amico di famiglia), Luca Pizzorni al basso, alle chitarre Simone D’Aquilio e, come già detto, Simone Forti alla batteria. Lavorare in studio e in sala prove e, successivamente, nei live con mio fratello … beh, che dire… è certamente un valore aggiunto! Sin da piccoli, volevamo fare qualcosa insieme da grandi e, crescendo, anche se qualche sogno ancora non l’abbiamo realizzato, però devo ammettere che siamo stati molto bravi a non “perderci per strada” e seguire il nostro obiettivo! Quando ci sono legami famigliari nel lavoro, è un po’ più difficile perché spesso, almeno per quanto mi riguarda, non si riesce a scindere il lavoro con l’affetto stesso ma, in parallelo, è molto bello condividere le proprie passioni, perché è uno dei tanti modi per essere uniti. Condividere insieme qualcosa, nel mondo della musica penso sia ancora più magico, in quanto di per sé la musica già “compie il suo ruolo di Universalità” …
Nel testo torni spesso sulla notte come unico momento in cui certe cose sono possibili. “Solo la notte ci serve”, lo ripeti più volte. È una convinzione tua, o è più la voce di un personaggio che stai raccontando?
Nei miei testi cerco spesso di trovare il giusto equilibrio tra i pensieri dei personaggi che racconto nelle varie storie e il mio personale punto di vista. In questo brano, la magia della notte è una convinzione comune: la mia con quella di Cristiano Romanelli, che saluto e ringrazio per la sua collaborazione al brano e all’intero album. Penso che la notte ci serva veramente per scollegarci un momento dalla quotidianità e connetterci a ciò che non c’è più o che forse non percepiamo ci stia ancora, chissà! La notte serve un po’ come “ponte” tra il Cielo e la Terra, tra le vite passate, come abbiamo scritto nella canzone e, le stelle lontane, seppur vicine; più di quanto possiamo immaginare magari! Diciamo che in questa canzone abbiamo lasciato spazio più alle nostre personalità che ai personaggi ipotetici
Una cosa che ho notato ascoltando: le due voci si intrecciano alla perfezione. Cristiano Romanelli ha girato l’Europa, prodotto e arrangiato per decine di artisti in venticinque anni di carriera. Come ci si sente a condividere un brano così personale con qualcuno che porta tutto quel bagaglio?
Ho avuto la fortuna e il privilegio di condividere il mio progetto con l’esperienza e il bagaglio artistico di Cristiano che, non solo lavorativamente parlando ma anche a livello umano, è una persona che non si intromette troppo mai ma che, in punta di piedi, dona quel valore in più, come proprio “ciliegina sulla torta” ed è veramente rara questa cosa, soprattutto nel mondo della musica! Condividere quest’esperienza con Cristiano è stato molto interessante e, per me, formativo: non abbiamo realizzato un classico featuring ma ci siamo scambiati veramente delle idee, condividendo i nostri pensieri e dichiarando, attraverso le nostre voci, il nostro punto di vista, a riguardo.
Ultima cosa, e puoi rispondere come vuoi: c’è una canzone di qualcun altro, di chiunque, che avresti voluto scrivere tu?
Bella domanda e grazie per avermela fatta … Assolutamente sì, c’è più di una canzone che avrei voluto scrivere io! Uno degli artisti italiani che mi ha influenzato molto negli anni e mi ha insegnato parecchie cose, seppur indirettamente, quello è stato Tiziano Ferro e lo fa ancora, tutt’oggi. Magari non cantarle per forza io, ma avrei voluto tanto aver scritto “Il regalo più grande”, “Non me lo so spiegare”, “E fuori è buio”, “Cuore rotto” e soprattutto “Sono un grande”
Ci sono tante altre canzoni anche di altri artisti che avrei voluto scrivere … però queste in particolar modo perché mi hanno donato delle emozioni e alcune esperienze vissute che porto ancora con me. Uno dei miei sogni più grandi è quello di poter duettare con Tiziano Ferro o magari scrivergli una canzone, un giorno e condividere insieme a lui un’idea e un mio punto di vista, proprio come ho fatto con Cristiano, con questa canzone! Chissà … Si dice che sognare sia ancora gratuito e che faccia bene all’anima … Quindi continuo a sognare, senza smettere mai!