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LEOTTA: del pop anni 2000, quello americano

Sintetico e deciso ma anche esteticamente accattivante nelle scelte che, senza presunzione o paura di esagerare, avrei ben visto arrangiate con suoni della new wave… di quella new wave che ha lasciato il posto alle derive elettroniche degli anni ’90. Ma più di tutto è quell’aria americana main stream che ha la sua voce e quel certo modo di fare musica pop… Lui è LEOTTA che torna con un nuovo Ep digitale (manco a dirlo visti i tempi) dal titolo “Passeggeri” e da cui svetta questo singolo che oggi si arricchisce anche di una versione live acustica che troviamo di seguito e, ovviamente, in rete…

Perché Londra? Domanda a bruciapelo… in realtà suona come: perché l’estero? È una fuga o semplicemente una località?
Perché in Italia spesso è difficile trovare il tuo spazio nel mondo musicale. C’è una mentalità diversa, una predisposizione all’ascolto e alla novità che ammiro molto.

Un disco di distanze oggi più che mai… ma io trovo che sia anche un disco di vicinanze, non credi?
Vicinanze direi “ricercate”. Oggi l’unico strumento che abbiamo per accorciare le distanze è la tecnologia, il nostro smartphone. Siamo vicini eppure dobbiamo rinunciare alla magia di un abbraccio e accontentarci del contatto visivo.

Oppure è un disco di passaggio?
Lo definirei un disco “di esordio”, ma posso assicurarti che non sarà l’ultimo, ho già tanti nuovi brani in cantiere.

Quanta attenzione glamour c’è nel tuo modo di pensare alla musica?
In realtà ascolto tanta musica senza pregiudizi e senza stare a badare alle etichette. Mi piace conoscere come cambiano i modi di comunicare attraverso la musica e stare al passo con i tempi senza rinunciare a quel che sono.

Oggi il pop “anglosassone” che vita ha secondo te? Che tempi sono per questo filone musicale?
Per me il pop d’oltremanica è un genere che potrai ascoltare in ogni momento, sempre piacevole e ben definito e che se ne frega delle mode del momento.

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